RomaNightRun 2018: Endurance Dinamica tra i Due Mari e la Magia della Città Eterna
Un epico viaggio coast-to-coast di quasi 1400 curve dall'Adriatico al Tirreno. Dalla tecnica pura sui valichi appenninici all'adrenalina di sfilare in notturna nel cuore monumentale di Roma scortati dalla Polizia di Stato, per poi planare sulla Riviera di Ulisse.
Ci sono viaggi, e poi ci sono vere e proprie odissee su due ruote che mettono alla prova fisico, mente e manico. La RomaNightRun2018 è un concentrato di pura endurance dinamica. Si parte con la brezza salmastra della laguna di Lesina, le gomme ancora fredde e lo sguardo puntato verso ovest. Attraversare i rilievi del Molise e l'Appennino verso Isernia è un valzer che richiede precisione assoluta. Con un totale di 1392 curve, la parola d'ordine per non sfiancarsi è flow: mantenere alta la velocità di percorrenza, danzare morbidamente tra la seconda e la quinta marcia e accarezzare i freni in trail braking nei punti più tecnici.
Il paesaggio si addolcisce man mano che attraversiamo la verdeggiante Ciociaria. L'adrenalina inizia a farsi sentire perché la meta di giornata non è un semplice cartello stradale, ma l'ingresso trionfale nella Città Eterna. Raggiungiamo Roma al calar del sole, pronti per l'atteso evento promosso dal Moto Club della Polizia di Stato. Il quartier generale a Tor di Quinto è già un alveare di passione, dove la logistica impeccabile accoglie l'orda di centauri pronti a sfidare la notte.
Essere scortati dalle forze dell'ordine dona all'evento un sapore di assoluta esclusività. Ci permette di bypassare il caos del traffico e di concentrarci solo sul godere appieno delle meraviglie imperiali. Le mastodontiche moto della Polizia, con i loro fari penetranti e i lampeggianti, sono pronte ad aprire il varco a questa pacifica invasione su due ruote.
Mentre l'oscurità avvolge i sampietrini, i grandi piazzali si riempiono a dismisura. Centinaia di moto si allineano in un mosaico luccicante di metallo, carbonio e fari a LED. Il rombo cupo dei pluricilindrici al minimo crea una sinfonia meccanica che fa vibrare il petto, preannunciando l'ingresso in quello stato di trance agonistica necessario per la guida notturna.
Ma un grande evento motociclistico non è fatto solo di traiettorie perfette e motori su di giri. L'essenza del mototurismo è la condivisione, la goliardia, le risate scambiate tra sconosciuti uniti dalla stessa giacca tecnica o da una pettorina rifrangente. C'è persino chi sdrammatizza la tensione con travestimenti improvvisati, ricordandoci che siamo qui prima di tutto per divertirci.
Finalmente, si parte. L'overdrive cognitivo entra in funzione: la percezione della profondità cambia, l'istinto si affianca alla vista. Il nostro serpentone luminoso scivola elegante lungo le strade romane, con le fermate ad ammirare il Colosseo, proseguendo ampie e perfette geometrie razionaliste dell'EUR. Ci fermiamo a far raffreddare i motori proprio sotto il Colosseo Quadrato, il Palazzo della Civiltà Italiana, le cui arcate illuminate sembrano approvare il nostro passaggio.
Proseguendo verso il cuore antico, Roma ci offre uno spettacolo mozzafiato. I ponti storici sul Tevere, illuminati da luci calde, diventano la nostra passerella esclusiva. Attraversare il fiume a bordo delle nostre moto, con i fari che si riflettono sull'acqua scura e le statue secolari a farci da ala, è un'esperienza che trascende la semplice guida.
Poi, svoltiamo e l'apoteosi si svela davanti alle nostre visiere. Sfilare lungo Via della Conciliazione, scortati come capi di stato verso l'immensa sagoma illuminata della Cupola di San Pietro, è letteralmente da brividi. Il frastuono dei nostri scarichi echeggia solenne nel silenzio della notte romana.
Fermarsi tutti insieme sotto la grandiosità del colonnato vaticano è il culmine emotivo della notte. Non esistono differenze tra i rider: siamo una sola, sterminata marea di anime in sella, uniti dal privilegio di poter godere del centro del mondo da una prospettiva che solo la notte e le due ruote sanno regalare.
E quando si riparte, la città diventa nostra. Un fiume in piena, un fascio di fari ininterrotto che fende la notte, trasformando la Roma imperiale nel paradiso del flow state. I chilometri volano veloci, spinti dall'adrenalina pura.
Il mattino seguente, i muscoli tirano per i quasi mille cambi di direzione accumulati, ma l'animo è sazio. Si punta a sud verso la Riviera di Ulisse, rinfrescati dalla salsedine di San Felice Circeo e Gaeta. Parcheggiamo agevolmente sui tornanti di Monte Orlando per ammirare la mistica Montagna Spaccata e scovare la leggendaria Mano del Turco impressa nella roccia morbida. Il viaggio si chiude piegando tra le curve veloci della Valle del Liri, ammirando l'imponente Abbazia di Montecassino, per far ritorno all'Adriatico al nostro lago di Lesina. Un epilogo trionfale per un'avventura da tramandare, che ci ha insegnato cosa significa fondere anima e motore nel silenzio fragoroso della notte romana.
Dettaglio Tappe
Laguna di Lesina
Il suggestivo punto di partenza del tour, dove la quiete dell'Adriatico incontra la pianura prima di affrontare l'Appennino.
Roma (EUR e Centro Storico)
Il cuore dell'itinerario e sede della Roma Night Run. Dalle architetture razionaliste del Palazzo della Civiltà Italiana, passando per i ponti sul Tevere, fino alla grandiosità monumentale di San Pietro.
Gaeta e la Montagna Spaccata
Una perla della Riviera di Ulisse dove il nastro d'asfalto s'inerpica tra ZTL aggirate dalla moto, culminando nel celebre santuario benedettino con la scogliera divisa in tre fenditure.
Cassino
Tappa nevralgica del ritorno verso l'Adriatico, dominata dall'austera e maestosa presenza della sua storica Abbazia, simbolo della Valle del Liri.
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